Le domande frequenti fatte all’Osteopata

Mi sono accorta che le persone sono sempre più interessate ad avvicinarsi al mondo dell'osteopatia e spesso hanno diverse curiosità riguardanti il metodo di trattamento.

Riporto qui, dunque, le domande più frequenti che mi vengono sottoposte dai pazienti.
  • Che differenza c’è tra osteopatia e massoterapia?
    Il massoterapista esegue i classici massaggi decontratturanti, linfodrenanti, sportivi o rilassanti, lavorando quasi esclusivamente sul tessuto muscolare con l’utilizzo dell’olio. L’osteopata agisce sia sul sistema muscolare che quello scheletrico osseo e viscerale. Dopo una valutazione posturale e palpatoria, va a trattare le zone articolari e muscolari causa del problema.

  • Si può andare dall’osteopata a qualunque età?
    Si! Dall’età neonatale (già dal primo mese di vita) all’età anziana.

  • Cosa vuol dire manipolare in osteopatia?
    Significa trattare con le mani il tessuto connettivo (ossa, fasce, legamenti, tendini, ecc.), ed il tessuto muscolare "liberando" le zone più rigide e ristabilendone la giusta mobilità.

  • L’osteopata collabora con altre figure dell’ambito sanitario?
    L'osteopata viene sempre più considerata un valido terapista da medici specialisti come ortopedici, fisiatri, ginecologi e pediatri che spesso consigliano cicli di trattamenti volti al miglioramento del problema. Spesso c’è stretta collaborazione anche con dentisti per difetti di masticazione e assetto mandibolare. Collabora inoltre con operatori sanitari come fisioterapisti, podologi o massoterapisti.

  • Tutte le persone vengono trattate nello stesso modo?
    No! In osteopatia non ci sono protocolli di trattamento. Per esempio dieci pazienti con cervicalgia, vengono trattate in dieci modi diversi, in base alla causa e al tessuto corporeo che l’osteopata trova essere imputato e in base all’età del paziente.

  • Il trattamento è doloroso?
    Talvolta può essere “fastidioso” a causa di alcune manovre su un muscolo molto contratto e infiammato, ma la maggior parte delle volte i pazienti usano l’espressione “è un male che fa bene”. Viene fatto tutto nel rispetto dello stato di dolore e sopportazione del paziente. Ci sono numerosissime tipologie di tecniche, alcune un po’ più strutturali e forti, altre molto delicate, dolci e piacevoli. In particolare sui neonati, il trattamento non è assolutamente doloroso.

  • Ci sono effetti collaterali riguardo il trattamento?
    Gli effetti collaterali sono insoliti, tuttavia dopo il trattamento il paziente può avvertire della stanchezza o dell'indolenzimento nei due o tre giorni successivi ad esso.

  • Quante sedute sono necessarie?
    Dipende! Il numero di trattamenti necessario dipende da molti fattori come età, attività svolte, salute generale, entità della problematica, eccetera.  Ne consegue che non c'è un numero predefinito di trattamenti ai quali il paziente si dovrebbe sottoporre. Generalmente problemi insorti di recente si possono risolvere più velocemente con 1, 2 o 3 trattamenti, condizioni più croniche richiedono maggior tempo di risposta. L'osteopata discuterà la situazione individuale del paziente al suo primo appuntamento e valuterà poi di volta in volta come procedere. L'obiettivo è quello di aiutare il paziente nel più breve tempo possibile.

  • Quanto tempo passa tra un trattamento osteopatico e l’altro? 
    La frequenza è molto variabile.  In alcuni casi è necessario inizialmente ripetere il trattamento a distanza di 7-10 giorni, in altri casi è sufficiente rivedere il paziente dopo 3 settimane o più.

  • E’ possibile fare dei trattamenti di mantenimento?
    Certo! Moltissimi pazienti si recano una volta al mese o una volta ogni due o tre mesi dall’osteopata per mantenere i risultati ottenuti nelle prime sedute e per essere aiutati a non avere quelle tensioni o rigidità date da sovraccarichi lavorativi.

  • Il trattamento osteopatico prevede anche esercizi da fare a casa?
    Spesso si! L’osteopata in molti casi consiglia esercizi di rinforzo o allungamento muscolare volti al mantenimento del lavoro eseguito in studio. Fornisce inoltre piccoli consigli ed escamotage per riuscire a gestire meglio il proprio dolore e vizi posturali.

  • Come deve vestirsi il paziente?
    Il paziente è vestito preferibilmente dei soli indumenti intimi in maniera tale da facilitare l’osservazione della postura e l’ascolto manuale dei tessuti da parte dell’osteopata. E’ possibile indossare anche leggins o pantaloncini corti morbidi e un top sportivo.

  • Quali sono i limiti dell’osteopatia?
    L’osteopatia non è indicata in caso di lesioni anatomiche gravi o urgenze mediche; non può guarire le malattie degenerative, le malattie genetiche, infettive e/o infiammatorie e le fratture. In questi casi può essere solamente un supplemento alla terapia medica per diminuire le tensioni delle strutture interessate.